Storia


La villa sorge su un terrazzo alluvionale del fiume Oglio, tipica residenza padronale di un vasto possedimento fondiario.

Di origini medievali, come testimonia il porticato con colonne in cotto e capitelli a dado smussato, adiacente a quello ad arcate rinascimentali, è stata in parte trasformata nel Settecento, come il raccolto oratorio dedicato a San Rocco.

Negli affreschi delle sale al piano terra prevalgono caratteri ottocenteschi: vaste ambientazioni marine e urbane, abbinate ai riferimenti alla musica nel soffitto dell’ingresso, attribuiti al cremonese Giulio Motta (1787-1860). Ampie vedute si trovano anche nella sala Souvenirs du monde, inquadrate in una elaborata intelaiatura a trompe l’œil, e nella sala napoleonica, che descrive un episodio della discesa di Bonaparte in Italia.
L’ambiente più suggestivo è il salotto, popolato da una miriade di omuncoli che si affaticano a raccogliere frutti giganteschi, catturano mostruosi gamberi di fiume intorno al debordante trionfo di angurie e zucche del sopracamino: una fantasia che esalta l’abbondanza dei frutti della terra.

La villa si affaccia su un giardino di 11.000 mq con piscina e campo da tennis, che il ripristino ha riscoperto nelle sue forme ottocentesche. Percorso da vialetti ribassati rispetto alle aree verdi e racchiuso da un alto muro di recinzione, il parco conserva alcuni grandi bagolari, magnolie e tassi, un piccolo padiglione in muratura e la limonaia, che si conclude con un portico che ospita una vasca in pietra, forse destinata all’allevamento dei pesci.